ON THE ROAD SULLE DOLOMITI Luoghi stupendi da visitare in un giorno.

Quanto è bello se non sai sciare e scopri che oltre le piste da scii c’è altro?

Oltre le montagne, al di là della neve ci sono molti luoghi meravigliosi che meritano di essere visitati ed è possibile farlo in un giorno.

Un giro turistico perfetto per chi non ha molto tempo ma vuole staccare la spina e rilassare la mente. Partendo presto si riescono a vedere tre meraviglie delle Dolomiti: Ortisei, Castelrotto, Passo Gardena.

Ci siamo svegliate alle sette del mattino e con l’aria gelida e rinfrescante di quell’ora siamo partite verso la meta. Durante il tragitto abbiamo costeggiato il Lago di Garda, luogo del nostro primo itinerario e per persone emotive come noi, ci è scappato un sorriso e la mente si è riempita di bei ricordi.

Attraversando Rovereto, Trento, Bolzano finalmente, dopo alcuni leggeri tornanti si apre davanti a noi Ortisei che ci ha subito scatenato un flusso di sensazioni di pace e serenità, forse anche grazie alla neve che scendeva silenziosa.

Ortisei è il tipico paese di montagna piccolo ma tradizionale. A fare da padrone erano delle imponenti e surreali fontane ghiacciate che seguivano il Rio Gardena. Questo fa già capire a che altezza eravamo, 1.236 m sul livello del mare.

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Il paese è il centro abitato principale e più densamente popolato della Val Gardena e presenta sedici edifici riconosciuti come beni culturali, quali architetture religiose come la chiesa parrocchiale di Sant’Ulrico e dell’Epifania del Signore, luogo di culto principale, oltre che architetture civili e due musei. Tra le vie si trovano molti negozi ed hotel signorili con acque termali che donano all’atmosfera un tocco di eleganza e raffinatezza: noi ci siamo fermate a fare colazione in un locale tipico dove abbiamo gustato una torta da sogno alla cannella con la marmellata di more, qualcosa di difficile da dimenticare.

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Passeggiando tra le vie si vedono le tipiche case dai colori pastello che ci hanno molto colpite, ma il protagonista indiscusso della scena era il legno, difatti la Val Gardena è famosa per la sua tradizione artigiana di lavorazione del legno grazie ai fitti boschi di conifere, che gli abitanti da sempre sfruttano per dare sfogo alla creatività creando oggetti e statue di ogni dimensione, dalle più piccole di pochi centimetri a quelle più grandi.

Proseguendo al tragitto siamo arrivate nella parte alta del paese e da lì parte la famosa funivia che porta agli impianti sciistici, una scena molto suggestiva.

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Come in tutti i paesi di montagna, un valore aggiunto è l’immenso panorama che in questo caso, grazie alle nuvole in movimento, creava un gioco di contrasti insieme alle imponenti montagne ferme e innevate.

Prese dalle emozioni ci siamo rese conto per caso che ormai era ora di pranzo e abbiamo deciso di dirigerci verso Castelrotto. Facendo una piccola ricerca su TripAdvisor per scoprire qualche ristorante tipico, abbiamo scoperto il Liftstuberl che proponeva una cucina tipica tedesca e italiana. Per raggiungerlo, siamo passate tra le vie di Castelrotto il paese incantato più grande del comprensorio dell’Alpe di Siusi che affascina i visitatori

grazie al suo grazioso centro storico. Qui troviamo il terzo campanile più alto dell’Alto Adige, il quale si dice abbia le campane più belle dei d’intorni, i quali abitanti in passato suonavano in ogni occasione facendo così arrabbiare quelli dei paesi vicini. La curiosità è che il campanile è staccato dalla chiesa, cosa molto rara in Alto Adige.

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Arrivate ormai le 15 decidiamo di raggiungere la terza meta, il Passo Gardena dove sia durante il tragitto che all’arrivo siamo rimaste ammaliate dai panorami che cambiavano colore costantemente in base al calare del sole.

Il Passo Gardena è un valico alpino delle Dolomiti che si trova a 2.121 m sul livello del mare e c’erano -6 gradi, proprio per questo abbiamo deciso di fermarci a prendere una calorica e calorosa cioccolata calda mentre guardavamo le persone sciare e immaginavamo di essere lì e di saperlo fare.

Dovete sapere che dal Passo partono alcune vie ferrate tra cui, in Val Badia, una delle più famose delle Dolomiti, la ferrata Tridentina.

Dopo esserci ingozzate di cioccolata calda e dolci vari, essendo ormai le 17 di sera abbiamo deciso di ripartire, ma durante il ritorno non abbiamo potuto fare a meno di fermarci ancora un ultima volta ad Ortisei, che al calar della sera con la magia delle luci ci ha impressionate e fatto sognare, ma ciò che ci ha più di tutte emozionate è quell’odore di Vin Brulé che inneggiava nell’aria e se avete letto l’articolo di Bergamo, sapete quanto ne andiamo pazze. Per questo non abbiamo potuto rinunciare a bere un caldo Vin Brulé in una tipica casetta di legno attrezzata ad accogliere gli sciatori che rientrano dalle montagne.

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Per non farci mancare nulla, ci siamo armate di hot dog per il viaggio e siamo ripartite. Siamo amanti del cibo, se non lo avevate capito.

Un viaggio on the road tra cibo neve e paesini tipici, tante emozioni in un giorno solo anche per chi non è pratico dello scii come noi.

Ne vale davvero la pena e vi consigliamo di farci un pensierino e partire!!! Cosa ne dite?

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Grazie per averci dedicato un po’ del vostro tempo! Ciao!

Scritto da Valentina Baiocchi

Foto a cura di Eleonora Costa

 
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CREMONA – LA CITTA’ DEI DETTAGLI

Una scoperta inaspettata.

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Cremùna, in dialetto cremonese, è imprevedibile positivamente.
La città è famosa per l’Arte Liutaria che da sempre la contraddistingue e ne conferisce la definizione di città in chiave di violino.
Passione e curiosità sono le parole chiavi per una visita cullata dal suono delle note. Difatti, la città nasconde un arte un pò segreta, piena di dettagli che si scoprono pian piano coinvolgendo tutti i sensi.

I dettagli, sono proprio loro a fare la differenza.

Proprio per via di quest’ultimi, non siamo riuscire a visitare tutto quello che avevamo in programma, anche perché tra gli impegni c’era un incontro Igers Academy organizzato da Igers Cremona nel pomeriggio tardi, il quale è stato il vero motivo che ci ha portate a visitare questa città.

Aggiungiamo: “e per fortuna!!!”
Ma cosa abbiamo fatto nell’attesa dell’incontro?

Dopo aver parcheggiato l’auto nella stazione autobus, sapevamo già quale via prendere grazie ai consigli di un amico cremonese doc, ma è pur vero che Cremona è molto ben organizzata e non è difficile imboccare la strada giusta.

Passando per Corso Palestro, ci siamo direzionate subito verso il centro e come prima tappa abbiamo incontrato

PIAZZA ANTONIO STRADIVARI

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Come poteva non esserci una piazza dedicata al famoso liutaio cremonese, riconosciuto universalmente come uno dei migliori?

Difatti, la tradizione liutaria cremonese è un arte antica nata con Andrea Amati e ripresa da Antonio Stradivari il quale l’ha elevata alla massima importanza. Ad oggi “il saper fare tradizionale del violino a Cremona” è nella lista Rappresentativa del Patrimonio Immateriale dell’Umanità dell’UNESCO.

Alzando gli occhi, dalla piazza si intravede una torre molto alta e si capisce che qualcosa sta per avvenire. Le note si fanno sempre più vive e ti spingono ad andare avanti e poi accade la magia, l’orchestra inizia il concerto, siamo a Piazza del Comune e di fronte a noi c’è:

IL DUOMO E IL TORRAZZO

Il Duomo nonché Cattedrale di Santa Maria Assunta insieme al Torrazzo e al Battistero costituiscono un complesso completamente staccato dal resto del tessuto urbano perché circoscritto da vie e dalla storica Piazza del Comune.

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La vecchia cattedrale eretta nel XII secolo si presentava molto diversa dall’attuale, ma a causa di un terremoto che la danneggiò profondamente, fu ricostruita così come la conosciamo oggi, con un lucente marmo bianco che illumina la piazza anche di notte. All’interno si possono trovare diverse arcate con un infinità di affreschi e sculture, si è sommersi dall’arte e sembra di essere in un altro mondo.

La vera sfida però è l’imponente Torrazzo, il secondo campanile storico più alto d’Italia e la torre in muratura più alta d’Europa.

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I nostri muscoli confermano!!!

Al quarto piano, è stato incastonato uno degli orologi astronomici più grandi del mondo (8,40 m di diametro, 1,55 in meno dell’orologio del Big Ben di Londra). Esso rappresenta la volta celeste con le costellazioni zodiacali e molti fenomeni astronomici tra cui le fasi lunari, i solstizi e gli equinozi, l’ingresso del Sole nelle costellazioni, la posizione dei nodi lunari e le eclissi. Di fatti una sala, all’interno del Torrazzo, è stata adibita appositamente per spiegare l’importanza dell’orologio con un video, totem e foto che mostrano i segni zodiacali e il succedersi dei quadranti del Torrazzo dal 1583 ad oggi.

Quando finalmente si arriva in cima, si capisce che n’è valsa la pena.

Le piazze, il Duomo ed il Torrazzo ci hanno occupato gran parte della giornata e nel poco tempo rimasto prima dell’evento Igers Academy, abbiamo deciso di dare priorità al

MUSEO DEL VIOLINO

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Dove è possibile arricchirsi di cultura liutaria attraversando diverse sale che percorrono 5 secoli di storia con i grandi maestri Armati, Stradivari e Guarneri.
Il museo è interessante perché attraverso le note di grandi musicisti si capiscono i meccanismi di costruzione degli affascinanti strumenti a corda. Un percorso equilibrato tra arte, artigianato, creatività e tradizione dal tardo rinascimento fino ad oggi.

Le parole che ho usato per descrivere questa prima parte di Cremona sono poche ma potevano essere troppe e l’unico modo per scoprirle tutte è visitarla di persona.

Ho detto prima parte?

Si! Perché abbiamo deciso di tornarci e scoprire ancora di più. Soprattutto per visitare i luoghi storici che non siamo riuscite a raggiugnere in una giornata, come ad esempio il vecchio Cinema Roxi, oggi Cinema Multisala Tognazzi, dell’omonimo cremonese, il maestro Ugo Tognazzi.

Per questo motivo non smettete di seguirci anche nel 2018!!!
Chiudiamo l’anno con una meravigliosa città e vi invitiamo a visitarla durante queste feste.

Continuateci a seguire durante la settimana per scoprire di cosa tratta l’incontro sopra citato e non perdetevi il video di Giovedì!

 

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Grazie per averci dedicato un po’ del vostro tempo! Ciao!

Scritto da Valentina Baiocchi

Foto a cura di Eleonora Costa